Le Olimpiadi nascono con l’intenzione di onorare i giochi che si svolgevano nell’antica Grecia in cui gareggiavano i migliori atleti della penisola, facendo oggi confrontare i migliori atleti del mondo. In quali discipline? Le più rappresentative e le più seguite. Quello che devono rappresentare è l’essenza dello sport, e devono essere le più seguite in modo che i popoli del mondo che seguono questo evento si sentano partecipi tutti allo stesso modo, essendo rappresentato un qualcosa che li accomuna.
Il paintball non è tra le discipline olimpioniche, e molti suoi sostenitori si domandano il perché, dal momento che pur essendo uno sport ancora troppo poco praticato rispetto a nuoto o a ginnastica, non è molto meno praticato di curling, tiro con l’arco o canottaggio.
Secondo David Muhlestein, un noto giocatore di paint ball e giornalista americano, il fatto che il paintball non sia tra i giochi olimpionici e che difficilmente ne farà parte in futuro, non va visto come un limite di questo sport, né uno svantaggio per esso. La sua idea è che ci siano buoni motivi per auspicare che ciò avvenga, ma anche buoni motivi per non rammaricarsi se questo non dovesse mai accadere.
Muhlestein spiega innanzitutto i motivi per cui il paintball non è stato accolto dal C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale). La questione dei numeri in primis. Se è vero che sono milioni ormai le persone in giro per il mondo che si cimentano con marcatori e palle di vernice, viste in una prospettiva globale queste sono cifre ancora irrisorie: volendo essere molto generosi con le stime, se anche fossero 20 milioni al mondo coloro che giocano sporadicamente a paintball, questi costituirebbero comunque lo 0,03% della popolazione mondiale. Esso, dunque, non è ancora uno sport veramente internazionale.
C’è poi il fattore legato all’immagine purtroppo molto diffusa di questo sport, ovvero si ha l’immagine di uno sport violento e poco sicuro. Ma questo è un problema legato ad una poca conoscenza della materia: se si conoscessero tutti i sistemi di protezione che esso richiede (e di cui potete farvi una chiara idea visitando il nostro sito) e soprattutto lo spirito ludico con cui è praticato, questa immagine negativa pian piano svanirebbe.
Un fattore tecnico che ha comportato la non ammissione del paintball tra le discipline olimpiche è per Muhlestein la ridotta presenza di regole chiare: ci sono una serie di regole base che rimangono invariate, ma tante altre regole che variano a seconda della specialità di paintball che scegliete di giocare! Tra una partita di “capture the flag” e una di “scenario paintball” ci sono moltissime differenze in termini di regole. Questo creerebbe il problema di quali regole scegliere e quali tener fuori da un’eventuale competizione internazionale.
Ed infatti è su questo punto che Muhlestein invita a riflettere: se è vero che l’introduzione del paintball alle Olimpiadi potrebbe essere un’occasione per definire un pacchetto di regole da rendere universalmente valide, questo non comporterebbe una perdita? Il paintball è uno sport che tutti possono praticare, non richiede speciale prestanza fisica, ed il fatto di non essere rigidamente strutturato (come lo sono le discipline olimpioniche) è garanzia di maggiore libertà e fantasia di gioco. Eliminare alcune regole, e quindi alcune specialità, non sarebbe un peccato?